Replicare al sindaco Dipiazza alle sue dichiarazioni sull'assenteismo dei dipendenti comunali è un dovere prima di tutto come ex amministratore di quell'ente
e non di meno da cittadino di Trieste. Non è la prima volta che il sindaco si lamenta dell'alto numero di assenteisti fra i dipendenti del comune ma è d'obbligo fare una riflessione: Dipiazza è al settimo anno di amministrazione del comune di Trieste e ha avuto e ha tutti gli strumenti per contrastare l'assenteismo immotivato. Qualsiasi pubblica amministrazione ha, per esempio, lo strumento delle visite fiscali che controllano la veridicità della malattia di un dipendente. Quindi da cittadino chiedo al sindaco di esercitare il suo ruolo di amministratore in modo più efficace, mentre da ex assessore gli chiedo di non mortificare quell’alta percentuale di dipendenti presenti al loro posto di lavoro e di quella parte di ammalati veri. In sintesi, per una mancanza del sindaco vengono incriminati ingiustamente dipendenti che fanno il loro dovere e dipendenti che possono essere anche seriamente ammalati. Mi rendo conto quanto sia semplice cavalcare l’onda del luogo comune che vuole il dipendente pubblico assenteista e sfaticato ma, per esperienza diretta e personale, assicuro che non è così e nel caso specifico la relazione del sindaco all'inaugurazione dell'anno giudiziario della corte dei conti avrebbe dovuto avere tutt'altro tono. Dopo sette anni di amministrazione sarebbe stato il sindaco a dover offrire dati positivi sull’abbassamento dell’assenteismo. Se cio' non è avvenuto è lui il responsabile.
Uberto Foruna Drossi
Consigliere regionale
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