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| Nome e Cognome: CHRISTIAN SINICCO
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| Data e luogo di nascita: Trieste, 19 giugno 1975
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Biografia
Trieste, i triestini e la triestinità, l’idea di un dialogo tra persone non chiuso tra classi, aperto alla socialità che distingue il nostro territorio e di cui non ci si accorge. Sono nato a Trieste nel 1975: la mia avventura professionale è partita da qui, scrivendo, praticando il giornalismo, ma anche utilizzando l'esperienza acquisita al fine di organizzazioni complesse, eventi, festival. La mia famiglia viene dall'Istria, da parte di Laura, mia madre; Paolo, mio padre, è nato in Alta Val del Torre, tra le montagne. I primi passi li ho mossi tra cielo e mare.
Amo prendere lo zaino, partire per una settimana, trascorrere il mio tempo con gli amici tra casere, bivacchi e rifugi; oppure partire improvvisamente alla scoperta di un paese, delle sue storie e della sua cultura, come quando nel 2004 da Trieste giunsi a Sarajevo, ospite di una famiglia proveniente da Srebrenica, e poi giù dove la Neretva si tuffa tra le case di Mostar, per l'inaugurazione del ponte e per una promessa, la pace e la collaborazione, quella osservata nei canti e nelle danze.
Un giorno ho scritto "la poesia è il bisogno, l'osso della verità", ciò che spinge gli individui a realizzare se stessi, superando le difficoltà. Il percorso nel mondo è difficile per la mia generazione, soprattutto a Trieste. I giovani sono costretti a lavorare in cooperativa, o a diventare i soggetti privilegiati di un precariato interminabile. Io, come molti di loro, vivo queste dinamiche sociali. Il mio impegno è volto a risolvere questa condizione, poiché i giovani devono poter trovare un impiego, vedere rispettata la dignità, osservare la propria vita evolvere - concretamente poter accedere ai mutui, comprare una casa, farsi una famiglia.
Come operatore culturale ho organizzato manifestazioni, con il Patrocinio e il contributo di enti locali e nazionali, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia, o la Provincia o il Comune di Trieste. Come giornalista ho collaborato a riviste culturali, nonché sono stato caporedattore di Fucine Mute Webmagazine – www.fucine.com, tra le prime riviste internet in Italia per anno di fondazione e, oggi, per numero di fruitori. Come poeta sono redattore di Absolute Poetry – www.absolutepoetry.org, blog tra i più specializzati del settore, e ho pubblicato un libro e i miei testi si possono trovare su diverse antologie. Di recente sono stato chiamato a dirigere un quindicinale di sport e cultura, qui, a Trieste. La mia attività giornalistica e culturale parte dall’urgenza della comunicazione più ampia possibile e da ciò che immediatamente si fa sensibile, problemi a cui bisogna fornire risposte. La politica che intendo perseguire, attraverso 150 punti, è rappresentativa di questo modo di affrontare la realtà.
In tutti questi anni Trieste è stata testimone del mio impegno culturale, ma mi sono dato da fare anche nel sociale. Sono volontario dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, e grazie a questa esperienza ho sviluppato nei confronti di chi vive situazioni di disagio, di emarginazione e di handicap, una sensibilità atta a comprendere ciò che serve ed è prioritario, dalle case alloggio ai servizi di trasporto, al fatto che possiamo comprendere attraverso la nostra attività non solo la persona disabile, ma come rispondiamo, come miglioriamo i servizi, che non sono esclusiva dei più deboli, ma patrimonio di tutta la società.
Dieci anni di intenso lavoro mi aspettano, per sviluppare il programma grazie a piccoli e a grandi passi - un team di collaboratori e amici, professionisti nel loro ambito, conoscendo la mia determinazione, hanno posto come orizzonte obbiettivi non facili, ma logica conseguenza di ciò che serve. Desidero che la nostra città attraversi una fase nuova, attraverso l’innovazione tra tutti i suoi ambiti, nella condivisione delle scelte con le persone, sia che esse abitino in periferia, come me, o in centro; desidero che Trieste si muova per mezzo di prospettive, il più possibile condivise, grazie a cui ogni cittadino possa osservare il miglioramento nella propria esistenza. L’impegno di molti cittadini nutre questa possibilità, ora, perché è lavoro, fatica e dignità umana.
A queste persone io devo la mia vita, e oggi il mio essere qui, ringraziando di questo dono.
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